I capelli erano sempre più
Novembre 21, 2007
I capelli erano sempre più lunghi, il cielo stava facendosi sempre più freddo rievocando l’asfalto immutabile, la scrivania era più in disordine del solito, la televisione ribolliva di squallori devastanti, mentre sul letto giaceva indisturbato un nuovo acquisto cartaceo appena arrivato al suo libraio di sempre.
E in questo piccolo e romantico appartamento cittadino il nostro distinto stava pensando a quella soave voce di Alison, al trio di Cardiff e alla corrente post-punk.
Il Signor S. manifestava da tempo un’irrefrenabile voglia di riapprodare in quel circolo musicale al quartiere africano, e ieri lo aveva fatto, accolto ormai da tutti con quel nome semplice, e al contempo vagamente cupo, di bassista. E gli sembrava di essere tornato al suo luogo di appartenenza, come un’elefante che ritorna alla savana dopo anni di cattività circense.
Tra i musicisti e gli sbandati.
E intanto, sullo sfondo, quell’immagine dai contorni sfumati, quella ragazza vestita sempre in giacca nera e sciarpa verde, ambigua e fragile, che quando lo guardava sapeva fargli più male di un colpo di desert eagle…
(sfuggente)
E mentre pensava a lei, pensava ai ritmi nevrotici di una drums machine e alle parole di Radio silents, mentre una malinconia senza fine e senza nome sembrava misteriosamente intrisa in ogni suono…
Novembre 24, 2007 alle 8:09 pm
La parte finale è intensissima! Bellissimo post!
Novembre 25, 2007 alle 3:47 pm
Grazie, Silence!
Novembre 26, 2007 alle 4:08 pm
L’ho già letto varie volte.
E ogni volta mi piace di più.
a presto
Melania
Novembre 26, 2007 alle 10:02 pm
Grazie mille, Melania
Novembre 28, 2007 alle 11:58 am
Suggestivo il tuo modo di descrivere….eh già… il rumore assordante dei sentimenti come quello di una “drums machine” a volte quasi non ci consente di sentire altro… occupa ogni nostro pensiero… e ci si riscopre innamorati in ogni musica e in ogni dove… ah l’amore… tessuto misterioso su cui ricamiamo le nostre esistenze e neanche ci accorgiamo di farlo.. amare è spontaneo come vivere… come uno scoppio armonico che ci ridesta all’improviso dal sonno
Novembre 28, 2007 alle 12:05 pm
Signor S. non c’è nella sua “casa” un posto dove lasciar qualsiasi messaggio o non lo trovo io?
Novembre 28, 2007 alle 3:39 pm
La drum-machine scandisce il tempo, in maniera “nevrotica”, ossessiva, ed è anche assordante come i sentimenti, esattamente come hai scritto tu…. e tutti questi aspetti li riscontro nel mio attuale stato sentimentale, non so dire se in maniera tragica o meno….
Un posto nella mia umile dimora (
) dove poter lasciare messaggi? I messaggi si possono lasciare nei post, mentre ho chiuso i commenti nelle pagine qui a fianco… tu cosa intendi, una specie di “luogo” specifico?
Novembre 28, 2007 alle 4:03 pm
intendo una sorta di messagebox con cui comunicare con l’autore
comunque non ha importanza….
Comprendo appieno ciò che scrivi perchè lo vivo anch’io… non sai dire se in maniera tragica o meno? Io forse so dirlo… dal mio canto ciò che provo è una tensione continua ma è qualcosa che mi rende ricca.. si piange.. si trema… ma poi ci si accorge di aver colorato la vita di qualcosa che un senso ce l’ha… e forse non ci è dato di capirlo… forse non ora… ma io lo sento il senso… lo vivo da lontano..
Novembre 28, 2007 alle 4:15 pm
Ad ogni modo, se vuoi comunicarmi in privato, puoi usare il mio indirizzo di posta elettronica, oppure posso darti il mio contatto msn… programmi tipo meebo non li ho mai usati e non so sinceramente come si usino… fammi sapere…
Novembre 28, 2007 alle 5:46 pm
Ti ho scritto sulla mail… comunque non intendevo programmi tipo meebo… non so manco che è
parlavo di una semplice pagina a sé stante qui sul blog… tutto qui