Prima
Dicembre 24, 2007
Prima della sua lunga assenza, il nostro vecchio dai polpastrelli incalliti rivolge calorosi auguri ( un po’ per la vita, e non solo per Natale) a tutti quelli che hanno avuto tempo di leggere finora questo blog di questo strano tipo, tenebroso quando scrive, euforico per il resto, nostalgico in lontananza, malinconico di sera, volto sempre in direzione opposta a dove vanno tutti, quasi fino allo sbando… Okay, off.
Grazie a tutti/e voi, di cuore come sempre…
Il vostro
Il Lato Oscuro
Dicembre 18, 2007
Il Lato Oscuro del Natale, di quella festa dissacrante in bilico tra nordicismo e strategie commerciali, dove regna un’immotivata finzione generale di serenità e ottimismo, dove devi sorridere e dare baci sulle guance anche se dentro saresti tentato di sputare in faccia all’80% delle persone che hai davanti, dicevo quella strana festività era stata abbracciata anche dal nostro caro Signor S: primo regalo di Natale (ultimo dell’anno, anche) comprato…
ma non si sentiva affatto più buono, e un’imbastardaggine
repressa forzava il suo corpo pallido da ogni parte
Il sole invernale è più accecante di quello estivo, ne convengo…
Intanto si sentivano ansiosi rumori di macchine fuori della sua finestra semi-coperta dallo smog, si sporge e riconosce un’improbabile e irriconoscibile bandiera della Pace appena sotto il davanzale, uccisa anche lei dalla vecchiaia… ansia era una parola molto ricorrente, nel suo vocabolario, e ultimamente la provava anche stando fermo ad ascoltare qualche bel pezzo 77 a volume medio, che sennò ci sfrattano….
Nel suo lieto anno fuori corso dell’adolescenza, provava una sensazione remota e felice…e lei lì, ferma e inespressiva, che gli diveca Sei troppo distaccato per me, non riuscirei mai a capirti.
Ogni tanto il nostro player si affacciava, perchè stava aspettando che arrivasse quella macchina per lui, e lo scenario che godeva da lassù era un qualcosa di a dir poco pittoresco…. e pensava e ripensava, ossessionatamente, a quel soave Poeta…
Spesso il male di vivere ho incontrato
era il rivo strozzato che gorgoglia
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato
Pochi giorni
Dicembre 11, 2007
Dall’archivio magnetico del Signor S.
Pochi giorni insieme, e il mio cuore non regge più. Alla stazione, oggi, ero tremendamente triste, ma non lo dimostravo, sembravo quasi disinteressato.
Devo scappare, sai, l’università mi aspetta…
In realtà non lo sapevo dove scappare, avevo solo un urgente bisogno di andarmene da qualche parte, but I havent’ no where to fly to…
Non ho pensato ad altro che a te, oggi, conto i minuti, le ore, i mesi, che mi separano dal tuo prossimo incontro in questo schifo di città che a te piace da morire…
Odio dover stare vicino a te sapendo che durerà sempre e solo per poco, odio sapere che dormiamo sotto cieli diversi, che quando da te c’è il sole qui non c’è mai…
Mi immagino già il tuo viso sorridente, che parla in quell’accento sinistramente chiuso, sempre circondata da gente estranea, che di te non sa nulla. Ma almeno tu saprai sempre dove trovarmi, e farmi rinvenire da questa desolazione anonima del ventennio.
E intanto le lacrime si sprecano, e quelle mani piccole che mi aggiustano la frangia, mi mancheranno parecchio…
Ti Amo, e so che non te lo dirò mai
Quel dopobarba
Dicembre 2, 2007
Quel dopobarba gli ricordava incredibilmente il suo viaggio in Portogallo, in quella terra assolata e senza luce, fascinosa e malinconica, dove aveva provato a suonare l’armonica, dove si erano conosciuti e dove aveva visto l’oceano per la prima volta.
C’era qualcuno che gli mancava, al momento, ma non sapeva esattamente chi, la sua stanza e il suo letto sapevano di agitazioni febbrili, la sua bocca aveva quel sapore dolce e illusiorio di aspirina. Ma fondamentalmente questi erano solo piccoli ostacoli.
Aveva voglia di rivederla, di rivedere due paia di Converse uno di fronte l’altro, di Parlarci, di non sentirci vuoti a veicenda…..
Ormai il nostro player era tutto suo, e le quattro corde e la sua estensione sonora non facevano altro che rievocarla… gli sembrava di ascoltarla, di percepirla o addirittura vederla in ogni traccia di Salad days…
è tuo, ragazza, è tutto tuo